Rilascio EUR1, EUR.MED, ATR – Ecco le news in merito

news eur1
Quali novità ha introdotto la dogana in merito al rilascio dei certificati di circolazione?

 

L’Agenzia Dogane Monopoli propone delle news in merito alla procedura di rilascio dei certificati di circolazione quali EUR1, EUR.MED, ATR. Il rilascio dei certificati comprovanti l’origine preferenziale, nell’ambito dei protocolli d’origine, dovrà essere effettuato dai competenti uffici territoriali, su apposita richiesta formulata dal soggetto esportatore.

La nota 6305 del 30-05-2003 dell’allora Centrale Area Gestione e Tributi Rapporti con gli Utenti consentiva ai titolari di procedure di domiciliazione la vidimazione dei certificati che avrebbero utilizzato nella giornata.

In questo modo si voleva venire incontro agli operatori con sedi lontane dagli uffici doganali, ridurre i tempi di sdoganamento ed evitare distorsioni di traffico.

Bisogna però considerare i cambiamenti subentrati da allora!

In seguito all’entrata in vigore del nuovo Codice Doganale Unionale, ci sono stati infatti varie news riguardo al settore delle procedure d’origine quali l’EUR1.
Pensiamo ad esempio agli ultimi accordi unionali CETA (UE- CANADA), UE- GIAPPONE ove la prova dell’origine è data da una dichiarazione resa dall’esportatore. Infatti il certificato EUR1, a partire dall’accordo UE-COREA del Sud, è stato definitivamente sostituito dalla dichiarazione di origine.
Ora, alla luce di questi nuovi scenari, l’Agenzia Dogane Monopoli REVOCA la procedura indicata nella nota 6305 del 30-05-2003, concedendo una proroga fino al 23 gennaio 2010.
Da quella data i certificati di circolazione saranno rilasciati dagli uffici doganali a seguito di un’istruttoria che sarà calibrata in base alla conoscenza degli operatori economici e dei loro rappresentanti in dogana e delle caratteristiche peculiari dei flussi di operazioni in esportazione, riducendo al minimo il limite di tempo previsto per la presentazione della domanda di rilascio dei certificati, ove siano verificati come sussistenti i
requisiti e gli elementi conoscitivi correlati alle effettive realtà locali.
Novità EUR1

Come gestire tale situazione?

ADM ricorda agli esportatori che è possibile richiedere lo status di esportatore autorizzato. Tale strada permette infatti di superare la problematica.
Tale figura riguarda un operatore economico al quale può essere attribuita, su apposita richiesta da presentare ai competenti Uffici delle Dogane, la qualifica di esportatore autorizzato al fine di poter direttamente attestare il carattere originario di un determinato prodotto mediante una dichiarazione, resa su fattura o altro documento commerciale, indipendentemente dal valore delle operazioni di esportazione. Lo status di esportatore autorizzato semplifica le modalità di esportazione e consente di poter certificare direttamente l’origine mediante una auto-dichiarazione sulla fattura o altro documento commerciale che identifica i prodotti esportati, in quanto la stessa dichiarazione di origine ha identico valore giuridico dei sopra descritti certificati di circolazione, con l’ulteriore vantaggio di essere sottoposti a controllo soltanto al momento del rilascio del provvedimento di autorizzazione.

La proposta di Doganaconsulting

Considerato il notevole vantaggio che deriverebbe dall’ottenimento dello status di esportatore autorizzato, Doganaconsulting offre il servizio di gestione dell’intero iter per il conseguimento di tale status. Una news che agevola la procedura connessa agli EUR1.

Qual’è il valore aggiunto che offriamo?

Affidarsi a noi significa avere la certezza che la procedura venga svolta in maniera precisa e rapida. Ma, soprattutto, significa poter contare su un partner riconosciuto dalla dogana come attendibile e serio. Ricordiamo infatti che la dogana calibra il rilascio delle autorizzazioni in base al livello di conoscenza ed affidabilità degli operatori economici. Risulta quindi essenziale collaborare con un ente la cui reputazione sia impeccabile.

In cosa consiste il nostro servizio?

1. Ci rechiamo presso la ditta cliente per un pre-audit;
2. Presentiamo l’istanza alla dogana per conto dell’azienda;
3. Ci confrontiamo con la dogana in merito alla verifica dei requisiti;
4. Forniamo l’autorizzazione al cliente, in seguito al rilascio da parte della dogana.

Vuoi maggiori informazioni in merito al nostro servizio?

Allora lasciaci un commento o scrivici all’indirizzo info@doganaconsulting.com. Ti risponderemo nel minor tempo possibile.

BREXIT

Quali sono le potenziali conseguenze per le esportazioni?

brexit
Cosa comporterà la Brexit per chi esporta?

Brexit: in caso di mancato accordo, si potranno sviluppare diversi possibili scenari in merito alle esportazioni. Vediamo di seguito i principali.

1) Merce UE esportata da EU27 in uscita dall’ufficio di uscita nel Regno Unito

Al fine di analizzare questo primo scenario, risulta necessario distinguere due casistiche. Un primo caso prevede il recesso del Regno Unito quando la merce si trova nel territorio EU27. La seconda situazione implica il recesso del Regno Unito quando la merce si trova nel territorio del Regno Unito.

a) Recesso del Regno Unito quando la merce si trova nel territorio EU27

– La merce dovrebbe essere presentata presso l’Ufficio di uscita all’interno del territorio doganale dell’Unione (deviazione);

– L’ufficio di uscita effettivo conferma l’uscita fisica della merce e solo in quel momento la merce può lasciare l’UE;

– Proseguimento della circolazione della merce all’interno del Regno Unito sotto vincolo di un regime UK.

b) Recesso del Regno Unito quando la merce si trova nel Regno Unito

– Non si è applicata alcuna regola per l’uscita della merce;

– La merce verrà movimentata in uscita secondo le norme del Regno Unito. Il Regno Unito non potrà inviare messaggi attraverso ECS per confermare l’uscita fisica della merce;

– L’ufficio di esportazione chiude l’esportazione in ECS sulla base di una prova alternativa.

2) Merce UE esportata da EU27 via Regno Unito e diretta all’ufficio di uscita nel territorio EU27

Anche questo secondo scenario legato alla Brexit comporta il bisogno di individuare diverse situazioni.

a) Recesso del Regno Unito quando la merce si trova nel territorio EU27

– La merce dovrebbe essere presentata presso un ufficio di uscita che si trovi nel territorio doganale dell’Unione (deviazione);

– Una dichiarazione sommaria di entrata sarà depositata presso l’ufficio doganale di primo ingresso nel territorio EU27;

– A seguito del rientro in EU27, per raggiungere il punto di uscita da cui la merce lascia definitivamente il territorio doganale dell’Unione, la merce dovrà essere vincolata ad un regime di transito esterno o qualsiasi altro regime che consenta la circolazione della merce in temporanea custodia a seconda delle norme doganali applicabili all’effettiva modalità di trasporto;

– Dovrebbe essere depositata presso l’ufficio di uscita EU27 una notifica di riesportazione, una dichiarazione di riesportazione o una dichiarazione sommaria di uscita.

b) Recesso del Regno Unito quando la merce è nel territorio del Regno Unito

– A partire dalla data di recesso, la merce perde il suo status UE;

– Una dichiarazione sommaria di entrata dovrà essere depositata presso l’ufficio doganale di primo ingresso nel territorio EU27;

– A seguito del rientro in EU27, per raggiungere il punto di uscita dal quale la merce lascia definitivamente il territorio doganale dell’Unione, questa dovrà essere vincolata ad un regime di transito esterno o a qualsiasi altro regime che consenta la circolazione della merce in temporanea custodia a seconda delle norme doganali applicabili all’effettiva modalità di trasporto;

– Dovrebbe essere depositata presso l’ufficio di uscita EU27 una notifica di riesportazione, una dichiarazione di riesportazione o una dichiarazione sommaria di uscita;

– L’ufficio esportazione chiude l’esportazione in ECS in base ad una prova alternativa.

c) Recesso del Regno Unito, dopo che la merce è rientrata nel territorio EU27

– Il paese europeo interessato può far uscire la merce come dichiarato

3) Merce esportata dal Regno Unito diretta ad ufficio d’uscita nel territorio EU27

Procediamo nuovamente alla distinzione di casistiche differenti tra loro che possano derivare dalla Brexit.

a) Recesso del Regno Unito quando la merce si trova nel territorio del Regno Unito

– Quando la merce lascia il Regno Unito è vincolata ai regimi doganali del Regno Unito;

– A partire dalla data di recesso la merce perde lo status UE;

– Una dichiarazione sommaria di entrata dovrà essere depositata presso l’ufficio doganale di primo ingresso nel territorio EU27;

– Per raggiungere il punto di uscita dal quale la merce lascia definitivamente il territorio doganale dell’Unione, questa dovrà essere vincolata ad un regime di transito esterno o a qualsiasi altro regime che consenta la circolazione della merce in temporanea custodia o a seconda delle norme doganali applicabili all’effettiva modalità di trasporto;

– Dovrebbe essere depositata presso l’Ufficio di uscita EU27 una notifica di riesportazione, una dichiarazione di riesportazione o una dichiarazione sommaria di uscita.

b) Recesso del Regno Unito quando la merce si trova nel territorio EU27

– L’ufficio di uscita può far uscire la merce attraverso il sistema ECS ma non sarà abilitato a dare conferma elettronica dell’uscita fisica della merce all’ufficio di esportazione del Regno Unito, poiché alla data del recesso il Regno Unito non sarà più connesso al sistema ECS;

– L’ufficio di uscita è tenuto a rilasciare prova dell’uscita della merce.

 

Maggiori approfondimenti nel sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli:

https://www.adm.gov.it/portale/infobrexit


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DAE, DAT, DAA E DAS

DAE, DAT, DAA E DAS

Facciamo chiarezza su questi concetti

Questo articolo del nostro blog intende fornire una panoramica dei documenti di esportazione e transito. Andiamo inoltre a presentare i documenti necessari in caso di accise.

Il DAE è il Documento di Accompagnamento di Esportazione.

Dal 1° luglio 2007, la prova dell’esportazione delle merci non è più costituita dal “visto uscire” apposto sull’esemplare 3 del DAU, ma da un messaggio elettronico (il DAE appunto), che scorta la merce sino alla dogana di uscita. Tale documento è emesso dalla dogana di esportazione per le operazioni in procedura ordinaria o è stampato direttamente dall’azienda sulla base dei messaggi scambiati telematicamente per le operazioni in procedura ordinaria o è stampato direttamente dall’azienda sulla base dei messaggi scambiati telematicamente per le operazioni in procedura di domiciliazione.

Il DAE è importante in quanto ha valenza di prova dell’uscita delle merci dal territorio dell’UE. Quest’ultima infatti non è più fornita dal timbro apposto sul documento cartaceo da parte della dogana d’uscita, bensì dal messaggio elettronico di “uscita” che la dogana di uscita competente invierà alla dogana di esportazione tramite il sistema ECS (Export Control System) e di cui l’operatore riceverà certificazione tramite il messaggio “notifica di esportazione” da parte della dogana di esportazione.

Il DAT è il Documento di Accompagnamento Transito.

Si tratta di un documento che segue le merci dalla loro partenza fino all’arrivo a destinazione nell’ambito del sistema di transito informatizzato NCTS (New Computerised Transit System). In pratica tale sistema consente di presentare le dichiarazioni di transito avvalendosi di procedure telematiche e di ottenere la stampa di un documento di accompagnamento transito (DAT) che accompagnerà le merci fino alla dogana di destinazione, sostituendo di fatto gli esemplari 4 e 5 del DAU che il vettore è tenuto a presentare in Dogana.

L’MRN è il Movement Reference Number, ovvero un numero assegnato a tutti i documenti informatizzati per l’esportazione (DAE) o per il Transito (T1/T2).

Il DAA è il Documento Amministrativo di Accompagnamento. Serve a scortare i prodotti soggetti ad accisa.

Il DAS è il Documento Amministrativo Semplice. Serve a scortare i prodotti soggetti ad accisa già assolta.

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Blarasin nominato membro del nuovo Direttivo di AssoCAD

Blarasin membro del direttivo Assocad
Il titolare di Doganaconsulting è stato nominato membro del nuovo direttivo di AssoCAD

Il titolare di Doganaconsulting, Sandro Blarasin, è ora membro del direttivo Assocad. Trattasi di un riconoscimento importante, che permette alla nostra azienda di proseguire il proprio processo di affermazione nel territorio nazionale. L’Assocad è infatti l’Associazione Nazionale dei Centri di Assistenza Doganale. Rappresenta dunque tutti i CAD sparsi per l’Italia, supportandone i diritti e tutelandone le esigenze.

Cos’è AssoCAD?

Fondata nel 1995, AssoCAD è l’associazione dei CAD (Centri di Assistenza Doganale), istituiti al fine di assicurare alle aziende che commerciano con l’estero lo snellimento delle pratiche doganali e la semplificazione dei contatti con la Pubblica Amministrazione.

I CAD forniscono agli operatori con l’estero servizi di assistenza e consulenza per lo svolgimento delle pratiche doganali, l’elaborazione e la presentazione delle dichiarazioni “intrastat”, per i compiti relativi alla detenzione ed al trasporto delle merci soggette ad accisa ecc., per l’asseverazione delle dichiarazioni fiscali e per la rappresentanza delle categorie interessate presso la Pubblica Amministrazione.

Nuovo Direttivo Assocad

L’8 giugno 2019 si è tenuta a Firenze l’Assemblea annuale dell’Assocad, la quale ha eletto i componenti del nuovo Consiglio Direttivo, Collegio dei Revisori e Collegio Probiviri dell’Associazione Nazionale dei Centri di Assistenza Doganale per il triennio 2020 – 2023.

In particolare, il titolare di CAD Doganaconsulting è stato nominato membro del Collegio dei Probiviri. Si tratta sicuramente di un onore e di un impegno, con cui si intende portare avanti e promuovere il valore dei CAD – organismi che si rinnovano costantemente per fornire servizi non solo di assistenza ma anche di vera e propria consulenza e formazione.

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Parliamo di origine preferenziale

Trattiamo il concetto di origine preferenziale
Cosa significa origine preferenziale e cosa comporta?

Per origine preferenziale si intende uno status della merce grazie al quale viene assegnato il diritto ad un trattamento tariffario preferenziale. Tale diritto si sostanzia in un dazio ridotto ovvero in un’esenzione dal dazio in virtù di specifici accordi di libero scambio sottoscritti fra il paese di esportazione e il paese di destinazione della merce.

Tali accordi prevedono, al fine di evitare diversioni di traffici e con l’obiettivo di premiare i soli prodotti effettivamente fabbricati all’interno del territorio dei paesi aderenti all’accordo, dei protocolli in cui sono elencati i criteri per la determinazione dell’origine preferenziale. Quest’ultima può essere conferita o meno, analizzando l’elenco delle trasformazioni considerate sufficienti (anche dette regole di lista).

Che domande porsi?

A tal proposito, le domande da porsi sono le seguenti:

  • L’Unione Europea ha stipulato accordi di commercio preferenziale con il paese in cui la merce è destinata o da cui proviene?
  • Quali sono le regole di origine previste dagli accordi con il paese interessato?
  • Quale documentazione deve conservare l’azienda per comprovare l’origine preferenziale e produrre in caso di eventuali controlli a posteriori?

Va considerato che gli accordi su cui si basano le concessioni di preferenze tariffarie hanno diversa natura. L’Unione Europea ha infatti stipulato accordi di natura bilaterale, unilaterale e i cosiddetti accordi di Unione Doganale.

Nel primo caso le preferenze tariffarie sono concesse in via reciproca dai paesi contraenti. La seconda opzione implica una concessione dall’Unione Europea senza alcuna reciprocità. Nel terzo caso è prevista l’abolizione completa delle tariffe negli scambi tra i paesi dell’Unione DOganale.

A tali quesiti possiamo fornire le risposte corrette, in modo da assicurarti di trarre il miglior beneficio dall’applicazione dell’origine preferenziale.

Inviaci un’e-mail a info@doganaconsulting.com o chiamaci al numero 0434 573271; saremo felici di fornire il nostro supporto.