La Corte li boccia, Trump rilancia!

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il Presidente Trump non può ricorrere all’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) per imporre dazi.

Lo strumento era stato utilizzato dichiarando emergenze nazionali connesse al traffico di fentanyl e ai persistenti deficit commerciali degli Stati Uniti, nel tentativo di riequilibrare la bilancia commerciale.

Secondo la Corte, nel parere redatto dal Chief Justice John Roberts, il potere di imporre dazi spetta al Congresso e non al Presidente. Quest’ultimo non ha la facoltà di stabilire dazi unilateralmente. La Corte ha chiarito che l’espressione “regolare le importazioni”, contenuta nella legge d’emergenza, non può essere intesa come un conferimento del potere di introdurre, in modo indipendente, nuove tariffe doganali.

Da oggi, 24 febbraio, ha inizio lo stop alla riscossione dei dazi dichiarati illegittimi ma, nessuna preoccupazione da parte del Presidente che, nella stessa giornata, ha dichiarato:

“Io, in qualità di presidente, aumenterò, con effetto immediato, i dazi mondiali del 10% sui Paesi, molti dei quali hanno ‘derubato’ gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io!), al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%”.

“Nel corso dei prossimi pochi mesi, l’amministrazione Trump determinerà ed emetterà le nuove tariffe legalmente ammissibili, che proseguiranno il nostro straordinario processo di successo per rendere l’America di nuovo grande”.

Come ha potuto farlo? Facendo ricorso a un diverso strumento normativo, la Section 122 del Trade Act del 1974. Tale disposizione consente al Presidente, senza indagini preliminari, di introdurre dazi fino al 15% per un periodo massimo di 150 giorni al fine di fronteggiare “importanti e gravi problemi” legati alla bilancia dei pagamenti. Trascorsi i 150 giorni, è necessaria l’approvazione del Congresso per prorogare la misura.

Per cui sempre da oggi, scatterà l’imposizione della nuova tariffa temporanea del 15% su tutte le importazioni globali.

La decisione della Corte non comporta automaticamente l’eliminazione degli accordi commerciali conclusi negli ultimi mesi, compreso quello con l’UE attualmente in vigore, né determina in via automatica il rimborso dei dazi già versati.

I soggetti che hanno già pagato i dazi dichiarati illegittimi potrebbero beneficiare del rimborso ma questo tema rimane ancora aperto e sarà centrale nei prossimi dibattiti.

Il commercio con gli Stati Uniti continua a rimanere caratterizzato da un significativo livello di incertezza e non si può certo sostenere che la fase dei dazi sia definitivamente superata.

Questo primo intervento può, da un lato, rappresentare un segnale di possibile riequilibrio, aprendo alla prospettiva di un parziale ripristino degli assetti commerciali fortemente compromessi dalla strategia dell’amministrazione Trump; dall’altro, rischia di alimentare nuove e rilevanti preoccupazioni rispetto alle ulteriori iniziative che il Presidente potrebbe intraprendere.

 

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